FareTV, l’ultima nata in casa alfea cinematografica, e' stata presente in Agrifiera2010, dal 23 aprile al 2 maggio, con 2 ore di trasmissione quotidiana in diretta con il programma FareAgrifiera.
Le trasmissioni sono state effettuate all'interno della fiera sia dal proprio studio tv, appositamente realizzato, dove sono stati intervistati ospiti, partecipanti e autorità, sia dai padiglioni e stands.
FareTV è una televisione “comunitaria” nata da un corso di formazione professionale della Provincia di Pisa, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e organizzato grazie alla collaborazione tra alfea cinematografica e l’Agenzia Formativa Copernico.
FareTV è visibile su digitale terrestre nelle Provincie di Pisa, Livorno, Lucca.
3.5.10
29.3.10
La diretta del 120' Premio Pisa
Il 28 marzo, è il giorno del premio Pisa che quest’anno compie 120 anni. Ci sarà forse un po’ di commozione nel veder aprire le gabbie di questa corsa su questa pista, per l’ultima volta perché, e qui è la selezione cioè l’anima di questo sport a chiederlo, dal prossimo anno il premio Pisa dovrà disputarsi sul nuovo tracciato. Da decidere se mantenere l’attuale distanza o se farlo disputare sul classico miglio, che ne farebbe un probante test in vista del premio Parioli. La spalla al Pisa è il premio Regione Toscana, che conferma la sua adesione al Défi du Galop.
La speranza è che alla listed partecipino (in quello che è lo spirito dell’iniziativa internazionale) cavalli esteri. L’internazionalità alla giornata sarà comunque garantita dalla tappa italiana della FEGENTRI World Cup of Nations, che torna per il terzo anno consecutivo a San Rossore.
Come sempre, i motivi per passare un pomeriggio all'ippodromo ci saranno tutti. (Enrico Querci).
La diretta televisiva dell'evento, trasmessa sui canali satellitari Unire e UnireSat è stata curata da Alfea Cinematografica. Sul percorso sono state posizionate 11 telecamere, la "personalizzata" è la telecamera frontale che effettua riprese ravvicinate del fantino che si approssima alla vittoria. Questa telecamera ha avuto ampio risalto sul maxischermo posto dopo l'arrivo e visibile da gran parte dell'ippodromo.
I tre cronisti che hanno curato tutta la parte giornalistica sono stati dotati di radiomicrofoni con basi riceventi fisse e mobili in modo da coprire i loro spostamenti all'interno dell'ippodromo.
La speranza è che alla listed partecipino (in quello che è lo spirito dell’iniziativa internazionale) cavalli esteri. L’internazionalità alla giornata sarà comunque garantita dalla tappa italiana della FEGENTRI World Cup of Nations, che torna per il terzo anno consecutivo a San Rossore.
Come sempre, i motivi per passare un pomeriggio all'ippodromo ci saranno tutti. (Enrico Querci).
La diretta televisiva dell'evento, trasmessa sui canali satellitari Unire e UnireSat è stata curata da Alfea Cinematografica. Sul percorso sono state posizionate 11 telecamere, la "personalizzata" è la telecamera frontale che effettua riprese ravvicinate del fantino che si approssima alla vittoria. Questa telecamera ha avuto ampio risalto sul maxischermo posto dopo l'arrivo e visibile da gran parte dell'ippodromo.
I tre cronisti che hanno curato tutta la parte giornalistica sono stati dotati di radiomicrofoni con basi riceventi fisse e mobili in modo da coprire i loro spostamenti all'interno dell'ippodromo.
5.3.10
geo&geo RAI3 "C'era una volta la frutta"
E' andato in onda nel Magazine Cose dell'altro Geo su Rai3, alle ore 17.00 il documentario "C'era una volta la frutta", (durata 30'), supporto IMX, per la regia di Manuela Taddei.
Il documentario, che racconta la ricerca, nelle tradizioni locali, di antiche varietà di piante in alcune regioni italiane, è stato prodotto da alfea cinematografica nel 2009.
Sinossi
Un tempo in tutta Italia i nostri bisnonni coltivavano una grande varietà di frutta e ortaggi a noi sconosciuti e ormai in via di estinzione, quelle che in gergo vengono chiamate dai cultori e dagli amatori, vecchie cultivar.
Siamo nel mese di agosto in Emilia Romagna, a casa del Signor Ghetti, un anziano agricoltore che in vent'anni di ricerca sulle colline romagnole, ha riportato in vita un centinaio di vecchie cultivar, salvandole dall'estinzione. Come la pera cotogna, antichissimo frutto originario dell'Asia minore, e la pesca Sanguinella appartenuta alle colture dei Medici.
Altrettanto dicasi per l'avventura della Pera cocomerina, che si trova sui calanchi dell'Appennino emiliano, una piccola pera colorata all'interno di rosso, come i colori del vino.
Poco più in là, ad Antona, nella provincia massese, Lega Ambiente sta catalogando alcuni vecchi vitigni, conosciuti in loco fino all'avvento della seconda guerra mondiale, spariti tra le aie contadine in disuso, e il cui recupero è importante per la vicina Università di Pisa per la creazione di nuovi impianti genetici.
Da qualche decennio, il recupero delle vecchie cultivar è affidato ad agricoltori custodi che ne seguono lo sviluppo e la caratterizzazione, in alcune zone campione, come gli Appennini e la Garfagnana per la durata di un anno.Il recupero delle vecchie piante è appassionante. Legate ad un territorio fuori dalle grandi colture, spesso se ne ritrova la pianta madre vicino ad antichi conventi, oppure ad aie contadine.
I vecchi alberi da frutto e altre colture come le patate, quali la Quarantina bianca della montagna genovese, oltre ad essere caratterizzati da un grande patrimonio genetico, portano con se la memoria e la tradizione, insieme ad antiche ricette che sono un segreto dei nonni. Per tenere in vita e trasmettere alle nuove generazioni i saperi del passato, nascono nuove manifestazioni, come la competizione di dolci a base della farina "nuova" di castagne, dal cucchiaio al semifreddo, che si tiene annualmente in una città d'Italia tra quelle che detengono il primato della farina doc. Quest'anno, per la città di Castelnuovo Garfagnana, vincono i concorrenti del Trentino, e la Signora Bonfanti, di Boso, con la ricetta 'Dono d'Autunno', un carrettino carico di marroni e cioccolata.
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Il documentario, che racconta la ricerca, nelle tradizioni locali, di antiche varietà di piante in alcune regioni italiane, è stato prodotto da alfea cinematografica nel 2009.
Sinossi
Un tempo in tutta Italia i nostri bisnonni coltivavano una grande varietà di frutta e ortaggi a noi sconosciuti e ormai in via di estinzione, quelle che in gergo vengono chiamate dai cultori e dagli amatori, vecchie cultivar.
Siamo nel mese di agosto in Emilia Romagna, a casa del Signor Ghetti, un anziano agricoltore che in vent'anni di ricerca sulle colline romagnole, ha riportato in vita un centinaio di vecchie cultivar, salvandole dall'estinzione. Come la pera cotogna, antichissimo frutto originario dell'Asia minore, e la pesca Sanguinella appartenuta alle colture dei Medici.
Altrettanto dicasi per l'avventura della Pera cocomerina, che si trova sui calanchi dell'Appennino emiliano, una piccola pera colorata all'interno di rosso, come i colori del vino.
Poco più in là, ad Antona, nella provincia massese, Lega Ambiente sta catalogando alcuni vecchi vitigni, conosciuti in loco fino all'avvento della seconda guerra mondiale, spariti tra le aie contadine in disuso, e il cui recupero è importante per la vicina Università di Pisa per la creazione di nuovi impianti genetici.
Da qualche decennio, il recupero delle vecchie cultivar è affidato ad agricoltori custodi che ne seguono lo sviluppo e la caratterizzazione, in alcune zone campione, come gli Appennini e la Garfagnana per la durata di un anno.Il recupero delle vecchie piante è appassionante. Legate ad un territorio fuori dalle grandi colture, spesso se ne ritrova la pianta madre vicino ad antichi conventi, oppure ad aie contadine.
I vecchi alberi da frutto e altre colture come le patate, quali la Quarantina bianca della montagna genovese, oltre ad essere caratterizzati da un grande patrimonio genetico, portano con se la memoria e la tradizione, insieme ad antiche ricette che sono un segreto dei nonni. Per tenere in vita e trasmettere alle nuove generazioni i saperi del passato, nascono nuove manifestazioni, come la competizione di dolci a base della farina "nuova" di castagne, dal cucchiaio al semifreddo, che si tiene annualmente in una città d'Italia tra quelle che detengono il primato della farina doc. Quest'anno, per la città di Castelnuovo Garfagnana, vincono i concorrenti del Trentino, e la Signora Bonfanti, di Boso, con la ricetta 'Dono d'Autunno', un carrettino carico di marroni e cioccolata.
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