20.5.05

Il laboratorio di Galileo Galilei

Il laboratorio di Galileo Galilei, (54’), Betacam, Regia Stefano Nannipieri.
Anno di produzione 2005.
Documentario sulle scoperte scientifiche dello scienziato pisano. Produzione: S.I.F. Società Italiana di Fisica .

La filosofia è scritta in questo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere la lingua, e conoscere i caratteri né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica e i caratteri sono triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parole; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.  Galileo Galilei

La scienza di Aristotele, su cui si basava la fisica fino al ‘500, aveva lo scopo di spiegare “perché” avvengono i fatti. La scienza moderna è nata quando Galileo Galilei cercò di investigare “come” avvengono, dando così origine al “metodo sperimentale”, che oggi costituisce la base della ricerca scientifica.
Secondo Galileo il fine della fisica è la conoscenza della natura non come indagine sulle essenze dei fenomeni, ma sulle leggi che li regolano.
Per la rigorosità dell’osservazione è necessario l’uso di strumenti che forniscano dati dal punto di vista quantitativo. Si fonda un nuovo rapporto tra scienza e tecnica.
E’ così che il  laboratorio diviene il luogo in cui lo scienziato si confronta con l’universo.
Questo documentario è un viaggio immaginario ma reale all’interno di un laboratorio vero e proprio in cui riprendono nuova vita i marchingegni e le macchine utilizzate da Galileo Galilei per le sue fondamentali osservazioni sul moto.
Osservazioni che, sebbene all’epoca ostacolate nella loro diffusione, aprirono a scienziati come Huygens e Newton la strada verso la costruzione di un vero e proprio “metodo” di ricerca: il metodo sperimentale.
Sotto la sapiente guida del Prof. Vergara Caffarelli ideatore del progetto e ri-costruttore attento ed appassionato del laboratorio del Galilei, queste geniali macchine tornano, a distanza di 400 anni, a fornire risposte sugli interrogativi che lo scienziato pisano si poneva.
Un affascinante percorso, quindi, in cui poter rivivere l’atto di nascita della scienza moderna.
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