26.11.10

Fiera del 'Benessere'

Lucca. Al via "Italia Terme Benessere": tre giorni di eventi, incontri e convegni, che inaugura il 26 novembre 2010 alle ore 10,30 nel nuovo quartiere fieristico (ex area Bertolli) di Lucca. E’ un vero viaggio nel prendersi cura di sé,il II° salone nazionale dedicato all’industria termale e al turismo del benessere che, attraverso il filo conduttore dei “5 sensi” guiderà i visitatori alla scoperta di tutte le novità dello star bene.
Tema di questa nuova edizione, appunto, è il wellness declinato ai “5 SENSI”: Italia Terme Benessere in collaborazione con l’Asl 2, dedica un’intera sezione della manifestazione alla scoperta di come il benessere può essere raggiunto attraverso tatto, olfatto, udito, gusto e vista, con momenti di show cooking, laboratori, sfilate di moda, sessioni musicali, trattamenti e massaggi che animeranno i tre giorni della manifestazione durante i quali si alterneranno in spazi dedicati chef, artisti, musicisti, sportivi, sociologi e medici.
(http://www.italiatermebenessere.it)

alfea cinematografica è presente alla manifestazione con lo stand di FareTv e il proprio staff per realizzare servizi e reportage sugli eventi in programma e promuovere la presenza televisiva sul territorio.




1.11.10

Microcamera al galoppo

All'ippodromo di San Rossore il 1 novembre si è svolta l'inaugurazione della 'pista nuova' alla presenza di un folto pubblico che ha riempito la tribuna e gli altri spazi coperti dell'ippodromo ma che non ha disdegnato di essere presente al tondino, nel parterre e in visita agi stand gastronomici. Nina Senicar è stata la nota in più nella giornata, mentre Neil Callan ha dato il tocco di internazionalità in pista nelle tre corse alle quali ha partecipato. Emozionante il momento del taglio del nastro da parte del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, poi la show race dei ragazzi appena "diplomati" alla scuola allievi fantini di San Rossore e, quindi, il momento più atteso: la disputa della prima corsa sulla pista nuova. Il premio Leopoldo II di Lorena era un handicap equilibrato e incerto e sul palo è svettato Trovatore che ha scritto il suo nome, e quelli di di Pinuccio Molteni come proprietario, di Maurizio Guarnieri come allenatore e Marco Monteriso come fantino sulla prima pagina di questo nuovo capitolo della storia ippica pisana e nazionale.  (www.sanrossore.it)

La diretta TV sul canale UNIRE Sat, si è alternata tra Pisa e Milano, ed ha visto per la prima volta in Italia le immagini trasmesse in diretta durante una corsa al galoppo a bordo di un fantino, per la cronaca Umberto Rispoli.
La microcamera è stata montata sul caschetto di protezione e le immagini sono state trasmesse nei momenti di maggior interesse agonistico.
Per la giornata di inaugurazione sono state utilizzate 7 telecamere fisse lungo il percorso, 2 radiocamere a spalla e 1 microcamera-radio 'a bordo'. Ben 6 antenne radio dislocate in tre diverse postazioni si occupavano di captare i segnali e inviarli alla regia video.
Il 1 novembre ha visto impegnate molteplici professionalità che hanno condotto a buon fine la realizzazione tecnica dell'evento.
Le corse sono visibili sul sito www.sanrossore.it

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30.10.10

Progetto CROSSCAP

Il progetto CROSSCAP: transational actions for communicating Common Agricultural Policy ha come obiettivo quello di informare i cittadini su cosa sia la PAC, quali obiettivi persegua e quali vantaggi possano derivare o siano derivati dalla sua applicazione a livello locale.

Alfea cinematografica ha curato la realizzazione del documentario visibile sul sito web appositamente creato, girato sia in Italia che in Romania.

L'Unione Europea provvede a sostenere l'agricoltura comunitaria attraverso gli strumenti finanziari previsti dalla PAC (Politica Agricola Comune).
La filosofia della PAC si è evoluta nel tempo fino al considerare gli agricoltori, oltre che produttori di alimenti sani e di qualità per i cittadini europei, anche soggetti che svolgono un ruolo di pubblico interesse per il mantenimento del tessuto socio-economico rurale implicati nella salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio rurali.

http://www.crosscap-webtv.eu

18.10.10

Bicentenario della Normale di Pisa

A Pisa diverse iniziative ricordano il bicentenario della Scuola Normale, occasioni per ripercorrere e ricordare le tappe fondamentali della sua storia.

Il 18 ottobre, al Teatro Verdi di Pisa si è celebrata la cerimonia alla quale hanno presenziato le più alte cariche dello Stato, tra cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Durante la mattinata sono stai consegnati i diplomi agli allievi che hanno terminato il corso ordinario della Scuola negli ultimi due anni.

La ripresa televisiva della celebrazione, le videoproiezioni e il videomessagguio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, Normalista, sono state realizzate da alfea cinematografica in stretta collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa, che ne ha curato la diffusione in diretta streaming.

"Le istituzioni repubblicane debbono gratitudine e riconoscenza alla Scuola Normale di Pisa". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento al convegno celebrativo del bicentenario della fondazione dell'istituzione universitaria voluta dall'imperatore francese Napoleone il 18 ottobre 1810.
Napolitano esprimendo "le piu' affettuose felicitazioni" all'intero corpo docente e agli studenti per il simbolico traguardo raggiunto, ha sottolineato "il contributo dato dalla Normale alla selezione della classe civile e politica del Paese e per l'impegno civile che ha sempre espresso tenendo alto il prestigio internazionale dell'Italia".
Durante la cerimonia al Teatro Verdi hanno preso la parola il direttore della Normale, Salvatore Settis, il suo successore dal prossimo 1 novembre, Fabio Beltram, i quali hanno sottolineato le peculiarita' dell'istituzione universitaria pisana e il contributo dato alla vita culturale e scientifica del nostro paese. La parola e' passata poi al giudice costituzionale Sabino Cassesse, il quale ha tenuto una prolusione sulla Normale e i suoi rapporti con il paese nel corso di duecento anni di attivita'.(Adnkronos)


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17.10.10

Il Dì di festa

alfea cinematografica, domenica 17 ottobre, ha partecipato ad una giornata speciale organizzata da UnicoopFirenze con le cooperative culturali toscane.
Il Dì di festa: dalla cultura dello shopping allo shopping di cultura, l'iniziativa è stata organizzata in collaborazione con le cooperative culturali toscane aderenti a Legacoop.
Nelle diverse provincie è stato così possibile prendere parte a 37 eventi fra visite guidate, percorsi, incontri, letture aperte, passeggiate, concerti, spettacoli. Un'offerta originale e inedita di proposte sparse in tutta la regione realizzate da soggetti, le cooperative culturali, che conoscono a menadito il proprio territorio.
Eventi voluti e realizzati nel quadro di una precisa strategia culturale. Non solo per riempire una carenza di proposte pubbliche (la cultura purtroppo è la prima a subire la scure dei tagli di spesa di Governo ed enti locali), ma per ribadire che il terreno dei valori è un campo operativo privilegiato per il movimento cooperativo.
Le iniziative presentate da alfea cinematografica sono state due: "Fai tu la tua TV" e "L’uomo fiammifero".

FAI TU LA TUA TV
Per la provincia di Lucca l'iniziativa si è svolta al supermercato Coop di viale Puccini - Lucca.
All’interno del centro commerciale è stato allestito un vero e proprio set televisivo con regia e telecamere in vista: il pubblico sarà invitato a realizzare interviste, sketch, monologhi. Il pubblico, in particolare quello giovanile, è potuto salire sul set ed utilizzare le camere, la regia e le altre attrezzature tecniche, con la possibilità quindi di capire, partecipando direttamente alla produzione, come si costruisce un prodotto televisivo, dalla ripresa al montaggio. Una raccolta delle registrazioni sarranno messe in onda sulla emittente comunitaria digitale terrestre “Fare TV”. Ingresso gratuito per tutti.




“L’uomo fiammifero”
Per la provincia di Pisa, l'iniziativa si è svolta al Cinema Arsenale, vicolo Scaramucci 4 Pisa,.
Nel corso della mattinata si è tenuta una proiezione alla presenza del regista, Marco Chiarini. La pellicola narra la storia dell’amicizia di due bambini nella loro fantastica ricerca del regno dell’Uomo fiammifero. Il film è molto apprezzato dalla critica che lo ha definito “un miracolo” e il regista “il Tim Burton italiano”, è rimasto al di fuori dei circuiti delle major cinematografiche e si è diffuso tramite il passaparola del pubblico e la “distribuzione dal basso”.
Ingresso con sconto del 50% per i soci Coop.

16.7.10

Casti Dei

Progetto CESVOT (percorsi innovazione 2007)
Il progetto ha visto la realizzazione vera e propria di un lungometraggio. i protagonisti dell’operazione sono stati gli Utenti stessi del servizio di salute mentale; protagonisti in tutti i sensi: dall’interpretazione dei personaggi principali del film, al coinvolgimento diretto nelle fasi più importanti della produzione. tanto nella stesura della sceneggiatura, quanto nella gestione della logistica della troupe: vitto, alloggio, trasferimenti sul set…
Solo le parti strettamente tecniche sono state affidate a collaboratori professionali (operatori, elettricisti, montatori…) a garanzia della riuscita finale del film il personale artistico (regia, altri attori oltre agli utenti…) era costituito dai soci del teatro ed e’ intervenuto a titolo di volontariato.
Con questa operazione si e’ inteso consolidare e sviluppare un percorso in atto ormai dal 1996 nel nostro territorio della Bassa val di Cecina: attraverso la riabilitazione tramite il teatro, la musica, e la gestione diretta di spazi di accoglienza, i nostri utenti sono in grado sempre più di realizzare concretamente l’inclusione sociale e la lotta allo stigma. il prodotto finale servirà poi per diffondere ulteriormente tali messaggi al territorio, alle scuole….

Guarda il trailer...


Obiettivi a breve termine
Coinvolgere gli Utenti in un ruolo attivo e produttivo attraverso la partecipazione diretta al progetto, mettendo a profitto quanto appreso durante i corsi frequentati precedentemente e gli eventi ai quali gli stessi Utenti hanno partecipato durante il percorso effettuato negli anni.
Accrescere l’autostima negli Utenti valorizzandoli come protagonisti nel film in oggetto.
Migliorare l’immagine sociale degli Utenti attraverso l’assunzione di un ruolo attivo e propositivo nella società.
Promuovere strategie di mobilizzazione di risorse umane e finanziarie secondo i principi di solidarietà.

Guarda il backstage...


Obiettivi a lungo termine
Riduzione del pregiudizio nei confronti del disturbo psichico, attraverso la dimostrazione dell’integrazione degli Utenti, così come dimostrato nel film.
Creazione di prospettive lavorative per i gruppi (teatrali, musicali…), a seguito della pubblicità ottenuta con il film.
Esportazione del Modello Toscano di solidarietà attraverso la distribuzione della pellicola e tramite la partecipazione ai festival.

Associazione proponente il progetto: NONSIAMOSOLI, Rosignao Marittimo
Coordinatore del progetto: ENRICO GRAZIOLI

Associazione facente parte del Gruppo di Associazioni:
VELASENTITE Rosignano
MEDITERRANEO Livorno
IL GABBIANO Piombino

Enti pubblici partecipanti al progetto:
REGIONE TOSCANA
PROVINCIA DI LIVORNO (BANDO ROMANO)
COMUNE DI CASTAGNETO CARDUCCI (LI)
COMUNE DI CECINA (LI)
COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO (LI)
SOCIETA DELLA SALUTE BASSA VAL DI CECINA

ASL 6 LIVORNO (CECINA)
Tipo di partecipazione al progetto:
Collaborazione quale cofinanziamento
Partecipazione al progetto con il personale dell’azienda: 1 psicologo, 1 psichiatra, 2 infermieri, 2 educatori professionali, 1 assistente sociale e relativi mezzi di trasporto

Enti privati partecipanti al progetto:
ASSOCIAZIONE L’ORDIGNO    Teatro di Vada (LI)
Tipo di partecipazione al progetto: partecipazione organizzativa ed artistica dei soci volontari alle riprese cinematografiche messa a disposizione per il periodo delle riprese del teatro di Vada per le scene d’interni.

PRODUZIONE: Associazione ARSENALE – Pisa
alfea cinematografica scarl - Pisa

3.5.10

Agrifiera 2010

FareTV, l’ultima nata in casa alfea cinematografica, e' stata presente in Agrifiera 2010, dal 23 aprile al 2 maggio, con 2 ore di trasmissione quotidiana in diretta con il programma FareAgrifiera.
Le trasmissioni sono state effettuate all'interno della fiera sia dal proprio studio tv, appositamente realizzato, dove sono stati intervistati ospiti, partecipanti e autorità, sia dai padiglioni e stands.

FareTV è una televisione “comunitaria” nata da un corso di formazione professionale della Provincia di Pisa, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e organizzato grazie alla collaborazione tra alfea cinematografica e l’Agenzia Formativa Copernico.

FareTV è visibile su digitale terrestre nelle Provincie di Pisa, Livorno, Lucca.

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29.3.10

La diretta del 120' Premio Pisa

Il 28 marzo, è il giorno del premio Pisa che quest’anno compie 120 anni. Ci sarà forse un po’ di commozione nel veder aprire le gabbie di questa corsa su questa pista, per l’ultima volta perché, e qui è la selezione cioè l’anima di questo sport a chiederlo, dal prossimo anno il premio Pisa dovrà disputarsi sul nuovo tracciato. Da decidere se mantenere l’attuale distanza o se farlo disputare sul classico miglio, che ne farebbe un probante test in vista del premio Parioli. La spalla al Pisa è il premio Regione Toscana, che conferma la sua adesione al Défi du Galop.
La speranza è che alla listed partecipino (in quello che è lo spirito dell’iniziativa internazionale) cavalli esteri. L’internazionalità alla giornata sarà comunque garantita dalla tappa italiana della FEGENTRI World Cup of Nations, che torna per il terzo anno consecutivo a San Rossore.
Come sempre, i motivi per passare un pomeriggio all'ippodromo ci saranno tutti. (Enrico Querci).


La diretta televisiva dell'evento, trasmessa sui canali satellitari Unire e UnireSat è stata curata da Alfea Cinematografica. Sul percorso sono state posizionate 11 telecamere, la "personalizzata" è la telecamera frontale che effettua riprese ravvicinate del fantino che si approssima alla vittoria. Questa telecamera ha avuto ampio risalto sul maxischermo posto dopo l'arrivo e visibile da gran parte dell'ippodromo.


I tre cronisti che hanno curato tutta la parte giornalistica sono stati dotati di radiomicrofoni con basi riceventi fisse e mobili in modo da coprire i loro spostamenti all'interno dell'ippodromo.

5.3.10

geo&geo RAI3 "C'era una volta la frutta"

E' andato in onda nel Magazine Cose dell'altro Geo su Rai3, alle ore 17.00 il documentario "C'era una volta la frutta", (durata 30'), supporto IMX, per la regia di Manuela Taddei.
Il documentario, che racconta la ricerca, nelle tradizioni locali, di antiche varietà di piante in alcune regioni italiane, è stato prodotto da alfea cinematografica nel 2009.
Sinossi
Un tempo in tutta Italia i nostri bisnonni coltivavano una grande varietà di frutta e ortaggi a noi sconosciuti e ormai in via di estinzione, quelle che in gergo vengono chiamate dai cultori e dagli amatori, vecchie cultivar.
Siamo nel mese di agosto in Emilia Romagna, a casa del Signor Ghetti, un anziano agricoltore che in vent'anni di ricerca sulle colline romagnole, ha riportato in vita un centinaio di vecchie cultivar, salvandole dall'estinzione. Come la pera cotogna, antichissimo frutto originario dell'Asia minore, e la pesca Sanguinella appartenuta alle colture dei Medici.
Altrettanto dicasi per l'avventura della Pera cocomerina, che si trova sui calanchi dell'Appennino emiliano, una piccola pera colorata all'interno di rosso, come i colori del vino.
 Poco più in là, ad Antona, nella provincia massese, Lega Ambiente sta catalogando alcuni vecchi vitigni, conosciuti in loco fino all'avvento della seconda guerra mondiale, spariti tra le aie contadine in disuso, e il cui recupero è importante per la vicina Università di Pisa per la creazione di nuovi impianti genetici.
Da qualche decennio, il recupero delle vecchie cultivar  è affidato ad agricoltori custodi che ne seguono lo sviluppo e la caratterizzazione,  in alcune zone campione, come gli Appennini e la Garfagnana per la durata di un anno.Il recupero delle vecchie piante è appassionante. Legate ad un territorio fuori dalle grandi colture,  spesso se ne ritrova la pianta madre vicino ad antichi conventi, oppure ad  aie contadine.
I vecchi alberi da frutto e altre colture come le patate, quali la Quarantina bianca  della montagna genovese, oltre ad essere caratterizzati da un grande patrimonio genetico,  portano con se la memoria e la tradizione, insieme ad antiche  ricette che sono un segreto dei nonni. Per tenere in vita e trasmettere alle nuove generazioni i saperi del passato, nascono nuove manifestazioni, come la competizione di dolci a base della  farina "nuova" di castagne, dal cucchiaio al semifreddo,  che si tiene annualmente in una città d'Italia tra quelle che detengono il primato della farina doc. Quest'anno, per la città di Castelnuovo Garfagnana,  vincono i concorrenti del Trentino, e la Signora Bonfanti, di Boso, con la ricetta 'Dono d'Autunno', un carrettino carico di marroni e cioccolata.
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3.3.10

Scuola di Cinema e Tv "FAREtv"

FAREtv è una 'Scuola di Cinema e Tv' che mette in pratica gli insegnamenti attraverso la televisione "comunitaria" FAREtv.
La televisione ha svolto attività sperimentale sul digitale terrestre in toscana dal gennaio 2010.
La struttura organizzativa della televisione comunitaria prevede principalmente un centro produttivo - con funzioni redazionali, organizzative, tecniche e formative - attorno al quale si costituiscono dei poli periferici ubicati sul territorio, con lo scopo di aggregare cittadini di età diversa, associazioni e gruppi di varia formazione, per confrontarsi e discutere le esigenze delle comunità. Insieme a questi, altri soggetti possono collaborare alla realizzazione della televisione comunitaria, a partire dalle televisioni locali e dai produttori di contenuti massmediatici che possono riversare e acquisire filmati di interesse sociale. Tra i soggetti ci sono anche gli enti locali, le associazioni no-profit, le università, i gestori di servizi pubblici, le imprese e il mondo della cooperazione e del lavoro. Il presupposto della televisione comunitaria è che essa possa esistere e diffondere i suoi programmi con limitate spese di funzionamento, a fronte di investimenti rilevanti che mettano in grado un numero crescente di soggetti di produrre informazione e strutturare al meglio la propria identità. Gli investimenti diventano così motore d’avviamento per piccole imprese, giovani e gruppi che, nel tentativo di trovare una collocazione sul mercato e affermarsi nel proprio territorio, forniscono stimoli alla ricerca e all’innovazione.


La televisione comunitaria mette in relazione il linguaggio e i modelli produttivi tipici del medium TV e la dimensione della vita comunitaria, fatta di condivisione di un sistema di significati, di norme comportamentali, valori, storie ed esigenze territoriali. Interpretando i bisogni della comunità e del territorio locale di riferimento, partecipa ed è partecipata dalle istanze del territorio stesso e con queste costruisce dinamiche di pensiero e di innovazione. Una televisione così strutturata si distingue dalle televisioni locali principalmente per il fine perseguito: le televisioni locali sono di tipo commerciale, il che significa che finalizzano all’utile lo scambio di beni e servizi. Per la TV comunitaria, che non è commerciale per natura, il fine ultimo è invece etico e sociale. Essendo tale, la televisione comunitaria fa dei cittadini i protagonisti e costruisce il proprio palinsesto in base alle domande e alle risposte che provengono dal loro “sentire”; è specchio, memoria e punto di incontro della collettività e delle sue necessità. In questo senso il pubblico di un’emittente comunitaria non è un semplice fruitore, come tradizionalmente è invece quello televisivo, ma è allo stesso tempo interlocutore-attore e principale produttore di contenuti, e come tale assolve un ruolo reale di “servizio pubblico”.

FAREtv è visibile anche su internet sul canale YouTube   (http://www.youtube.com/user/FAREtvDVBT)



www.faretv.net    -    info@faretv.net
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5.2.10

geo&geo RAI3 "L'Abruzzo segreto"

E' andato in onda nel Magazine Cose dell'altro Geo su Rai3, il 5 febbraio 2010 alle ore 17.00 il documentario "L'Abruzzo segreto", (durata 30'), supporto IMX, per la regia di Manuela Taddei.
Il documentario racconta le tradizioni della localita'abruzzese di Navelli (AQ) ed è stato prodotto da alfea cinematografica nel 2009.

Sinossi
C'è un borgo in Abruzzo battuto dai venti, porta d'accesso ai grandi Parchi, dove ancora si coltiva uno degli zafferani più buoni del mondo.  Si tratta della città di Navelli, in provincia dell'Aquila, in cui arriviamo nel giorno della Festa della Madonne del pane, un'antichissima tradizione legata alla nascita delle Confraternite in Abruzzo, quando, nella settimana dedicata alla Madonna del Gonfalone,  si aprono i battenti della Casa della Madonna, con offerte di farina e uova da parte dei fedeli con cui si confezionano biscotti e ferratelle da distribuire agli abitanti di Navelli.
Navelli che è stato designato nel 2008 uno dei borghi più belli d'Italia, si trova nel mezzo di un altopiano dove si coltivano anche ceci e mandorle.
A metà agosto viene preparato il campo per il trapianto dei nuovi bulbi dello zafferano che vengono puliti e liberati delle vecchie tuniche madri, per esser messi a dimora prima di sera. Questi bulbi, circa a metà ottobre, dopo le pioggie, daranno i fiori dello zafferano da cui si estrae la famosa polvere.
Nonostante la sua fama dovuta allo zafferano, Navelli, come molte altre città, negli anni cinquanta ha vissuto il  triste fenomeno dell'emigrazione verso paesi quali il Canada e gli Stati Uniti.
A Navelli incontriamo  i signori Bevilacqua, oggi nonni in Australia, che ogni due anni tornano da quel lontano paese.
La pulitura di bulbi è lunga e meticolosa; quando a casa del Signor Sarra, uno degli anziani agricoltori che detiene il segreto della coltura dello zafferano, si va a tavola, sono ormai le tre del pomeriggio. La  signora Giovannina, che ha scritto anche un libro di ricette sullo zafferano, ha preparato le tagliatelle per tutti.
 Gli uomini siedono a tavola e discutono; molte sono le storie che si raccontano sullo zafferano, quando serviva per comprare un regalo ai bambini a Natale, od a corteggiare una ragazza.
Dina, la nipote di Zia Gina,  ha sposato un pastore del luogo, Roberto, ed è una delle giovani promesse legate al ritorno degli emigrati. La sua famiglia vive ancora in Lussemburgo e Dina, che lavora in un ristorante, nella speranza di mettere su un piccolo albergo, ha scelto di rimanere in Abruzzo.
Quando d'ottobre, si torna nei campi per la raccolta dei fiori delo zafferano, un'enorme distesa  di fiori viola attende all'alba le donne di Prata d'Ansedonia.
Alda, Maria Giordano e Maria Alberti ci aspettano a casa per la sfioritura. Per ottenere un solo chilogrammo di zafferano occorrono circa ventimila fiori, raccolti  prima che il sole li apra. Dai pistilli si ottiene la polvere della famosa spezia, e dopo un  lungo processo di essicazione  gli stimmi riposti in un braciere di legno di mandorlo, o di quercia, sono pronti per la tostatura e vengono conservati in un luogo fresco e asciutto fino a quando vengono imbustati. Con questo tipo di lavorazione si ottiene la D.O.P. Nel 1991, questa straordinaria pianta officinale, ottiene l'atomo d'oro, un prestigioso riconoscimento  che lo riporta ai vertici internazionali.



25.1.10

Fare TV

FareTV è la televisione "comunitaria" nata in casa alfea cinematografica che da inizio 2010 è attiva in fase sperimentale sul digitale terrestre ed è visibile nelle Provincie di Pisa, Livorno, Lucca.


La struttura organizzativa della televisione comunitaria prevede principalmente un centro produttivo - con funzioni redazionali, organizzative, tecniche e formative - attorno al quale si costituiscono dei poli periferici ubicati sul territorio, con lo scopo di aggregare cittadini di età diversa, associazioni e gruppi di varia formazione, per confrontarsi e discutere le esigenze delle comunità. Insieme a questi, altri soggetti possono collaborare alla realizzazione della televisione comunitaria, a partire dalle televisioni locali e dai produttori di contenuti massmediatici che possono riversare e acquisire filmati di interesse sociale.


Tra i soggetti ci sono anche gli enti locali, le associazioni no-profit, le università, i gestori di servizi pubblici, le imprese e il mondo della cooperazione e del lavoro. Il presupposto della televisione comunitaria è che essa possa esistere e diffondere i suoi programmi con limitate spese di funzionamento, a fronte di investimenti rilevanti che mettano in grado un numero crescente di soggetti di produrre informazione e strutturare al meglio la propria identità. Gli investimenti diventano così motore d’avviamento per piccole imprese, giovani e gruppi che, nel tentativo di trovare una collocazione sul mercato e affermarsi nel proprio territorio, forniscono stimoli alla ricerca e all’innovazione.

Lo studio tv itinerante allestito all'Agrifiera di Pontasserchio
La televisione comunitaria mette in relazione il linguaggio e i modelli produttivi tipici del medium TV e la dimensione della vita comunitaria, fatta di condivisione di un sistema di significati, di norme comportamentali, valori, storie ed esigenze territoriali. Interpretando i bisogni della comunità e del territorio locale di riferimento, partecipa ed è partecipata dalle istanze del territorio stesso e con queste costruisce dinamiche di pensiero e di innovazione. Una televisione così strutturata si distingue dalle televisioni locali principalmente per il fine perseguito: le televisioni locali sono di tipo commerciale, il che significa che finalizzano all’utile lo scambio di beni e servizi. Per la TV comunitaria, che non è commerciale per natura, il fine ultimo è invece etico e sociale. Essendo tale, la televisione comunitaria fa dei cittadini i protagonisti e costruisce il proprio palinsesto in base alle domande e alle risposte che provengono dal loro “sentire”; è specchio, memoria e punto di incontro della collettività e delle sue necessità. In questo senso il pubblico di un’emittente comunitaria non è un semplice fruitore, come tradizionalmente è invece quello televisivo, ma è allo stesso tempo interlocutore-attore e principale produttore di contenuti, e come tale assolve un ruolo reale di “servizio pubblico”.



www.faretv.net    -    info@faretv.net
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22.1.10

Saviano al 'Venerdi del Direttore' della SNS

alfea cinematografica il 22 gennaio 2010 ha effettuato la ripresa televisiva del "Venerdi del Direttore" della Scuola Normale Superiore di Pisa:  Prof. Salvatore Settis.
L'evento, che ha visto come ospite lo scrittore Roberto Saviano, è stato trasmesso in diretta streaming sul sito tv.sns.it e dal sito del quotidiano LaRepubblica, inoltre la trasmissione è stata diffusa anche dal canale televisivo LaRepubblicaTv sul digitale terrestre. 
Come pronunciato nell'introduzione dallo stesso Direttore della SNS "...è molto difficile che uno stesso ospite venga invitato più di una volta nei 'Venerdi del Direttore', ed ancora più difficile che ciò avvenga a breve distanza dal precedente incontro tenutosi il 15 maggio 2009 e con una persona così giovane...ma dopo il primo incontro sono state constatate delle affinità elettive profonde perchè Saviano effettue un vero e proprio lavoro di ricerca, così come lo fà la Scuola Normale di Pisa."
La trasmissione è stata realizzata tecnicamente utilizzando 'Anycast Station' e telecamere Sony Z1.
Nel video alcuni momenti tratti dalla trasmissione, durata oltre 2 ore.



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Saviano, diretta streaming SNS

15.1.10

Festival delle Scienze di Roma

alfea cinematografica dal 13 al 17 gennaio 2010, ha effettuato la copertura televisiva alla 5a edizione del 'Festival delle Scienze' all'Auditorium Parco della Musica di Roma: tantissimi ospiti nazionali ed internazionali come filosofi, storici della scienza, esperti e giornalisti ed inoltre, inventori, educatori, scrittori e artisti, tutti insieme per discutere e colloquiare su quello che è il tema della ricerca e della scienza, dell’invezione e l’unione che c’è tra la pratica e l’inventiva.
Il 15 gennaio in diretta webcasting dalle ore 21 alle 23 la troupe tv di alfea ha trasmesso l'incontro con il guru del digitale Nicholas Negroponte, Franco Bernabè, Luca Sofri, Stefano Maruzzi e Paolo Ferri coordinati da Riccardo Luna, dal titolo: 'Dove ci porta il Web?' (http://negroponte.webcasting.it/).
Poi l'astrofisica Margherita Hack, la sera di sabato 16 al Teatro Studio nella veste insolita di voce narrante del concerto per percussioni e radiotelescopio 'Il nero delle stelle'.
Chiusura dal sapore "cosmico" domenica 17 gennaio con il faccia a faccia tra Carolyn Porco, responsabile imaging della missione Cassini su Saturno, e il ricercatore della Nasa David Wolpert. Sono i protagonisti di un programma che dall'immensita' del cosmo alla fisica dell'infinitamente piccolo, dall'oceano del Web al singolo pixel, esplora la magia e il mistero di una scienza oggi piu' che mai ribollente di scoperte, innovazioni e rivoluzioni.
Gli eventi sono stati realizzati tecnicamente utilizzando l'innovativa regia leggera: 'Anycast Station' con telecamere Sony Z1 e XDCam, e supporti di registrazione DVCam.

5.1.10

geo&geo RAI3 "I racconti di Montignoso"

E' andato in onda nel Magazine Cose dell'altro Geo su Rai3, il 6 gennaio 2010 alle ore 17.00 il documentario "I racconti di Montignoso", (durata 30'), supporto IMX, per la regia di Manuela Taddei.
Il documentario racconta le tradizioni della localita' toscana di Montignoso (MS) ed è stato prodotto da alfea cinematografica nel 2009.
Nell'anteprima video potete vedere i primi 4 minuti del documentario, trasmesso subito dopo la sigla di inizio del programma.


Sinossi
Esiste un paese nell'alta Toscana, tra il mare della Versilia e le Alpi Apuane, dove la Befana alberga tutto l'anno. Si tratta di Montignoso, piccolo borgo arrampicato su dolci colline, paese natale del celebre comico Giorgio Panariello, dove i festeggiamenti della famosa vecchina cominciano molto prima del sei gennaio, quando un gruppo di cantori porta in giro il tradizionale canto di questa festività.
La tradizione odierna, quasi una contaminazione col celebre  carnevale viareggino, vista la ricchezza delle maschere, ricalca un rito antichissimo, quando, in occasione delle feste, i ricchi donavano ai poveri.
Nelle case più in vista del paese, subito dopo Natale, cominciano le prove per la sera del sei gennaio, quando cinque gruppi mascherati che rappresentano i borghi di Montignoso, portano nelle famiglie gli auguri delle Befane. In questo caso  Federica, una neo laureata in lettere, è  la prescelta per 'La Befana degli Appennini'.
La Befana entra nelle case e porta gli auguri dell'Epifania, accompagnata dai Pefani ( maschere maschili) e dal Baffardello, che in Garfagnana è un folletto che insidia le ragazze, mentre gli abitanti contraccambiano con ricche tavole imbandite, con cui accolgono le maschere in virtù di quell'antica tradizione. I festeggiamenti dell'Epifania che durano una settimana, culminano nell'elezione della maschera più bella. L'augurio della Befana a Montignoso si estende tutto l'anno.
In questo piccolo borgo uno straordinario microclima  ha fatto sì che qui crescano piante rare, come l'albero del mirto e della Manna, il giuggiolo, l'antico sorbo degli uccellatori. Mentre il vento delle due brezze, che spirano dal mare e dalla montagna, lava continuamente il territorio. Il comprensorio di Montignoso, dominato dalle sommità dele Alpi Apuane, offre la meraviglia della 'valle delle capre', un antico percorso della lizzatura del marmo, dove alcuni pastori vivono ancora nell'impervio e inaccessibile luogo Degli Alberghi.
Intanto, a casa della famiglia Panariello, si preparano alcune torte, come la torta putta e il pane con le olive. La tradizione vuole che nella notte del 14 giugno, alcuni ragazzi in età adolescenziale,  portino via dai giardini delle  case, vasi da fiori e altri oggetti di decoro per ornare il palco del martire San Vito, che morì decapitato in in quella data sotto Diocleziano. Nella stessa notte si donano mazzi di ciliegie alle ragazze più belle e spicchi d'aglio a quelle meno avvenenti.
Prima che torni la Befana, stavolta nelle vesti esiliranti di Giorgio Panariello, Federica ci racconta la sua tesi inedita, quando scoprì il carteggio tra le figlie di Alessandro Manzoni e il padre, che a Montignoso  aveva maritata la figlia Vittoria, con uno statista e uomo politico toscano, Giovan Battista Giorgini.