5.2.10

geo&geo RAI3 "L'Abruzzo segreto"

E' andato in onda nel Magazine Cose dell'altro Geo su Rai3, il 5 febbraio 2010 alle ore 17.00 il documentario "L'Abruzzo segreto", (durata 30'), supporto IMX, per la regia di Manuela Taddei.
Il documentario racconta le tradizioni della localita'abruzzese di Navelli (AQ) ed è stato prodotto da alfea cinematografica nel 2009.

Sinossi
C'è un borgo in Abruzzo battuto dai venti, porta d'accesso ai grandi Parchi, dove ancora si coltiva uno degli zafferani più buoni del mondo.  Si tratta della città di Navelli, in provincia dell'Aquila, in cui arriviamo nel giorno della Festa della Madonne del pane, un'antichissima tradizione legata alla nascita delle Confraternite in Abruzzo, quando, nella settimana dedicata alla Madonna del Gonfalone,  si aprono i battenti della Casa della Madonna, con offerte di farina e uova da parte dei fedeli con cui si confezionano biscotti e ferratelle da distribuire agli abitanti di Navelli.
Navelli che è stato designato nel 2008 uno dei borghi più belli d'Italia, si trova nel mezzo di un altopiano dove si coltivano anche ceci e mandorle.
A metà agosto viene preparato il campo per il trapianto dei nuovi bulbi dello zafferano che vengono puliti e liberati delle vecchie tuniche madri, per esser messi a dimora prima di sera. Questi bulbi, circa a metà ottobre, dopo le pioggie, daranno i fiori dello zafferano da cui si estrae la famosa polvere.
Nonostante la sua fama dovuta allo zafferano, Navelli, come molte altre città, negli anni cinquanta ha vissuto il  triste fenomeno dell'emigrazione verso paesi quali il Canada e gli Stati Uniti.
A Navelli incontriamo  i signori Bevilacqua, oggi nonni in Australia, che ogni due anni tornano da quel lontano paese.
La pulitura di bulbi è lunga e meticolosa; quando a casa del Signor Sarra, uno degli anziani agricoltori che detiene il segreto della coltura dello zafferano, si va a tavola, sono ormai le tre del pomeriggio. La  signora Giovannina, che ha scritto anche un libro di ricette sullo zafferano, ha preparato le tagliatelle per tutti.
 Gli uomini siedono a tavola e discutono; molte sono le storie che si raccontano sullo zafferano, quando serviva per comprare un regalo ai bambini a Natale, od a corteggiare una ragazza.
Dina, la nipote di Zia Gina,  ha sposato un pastore del luogo, Roberto, ed è una delle giovani promesse legate al ritorno degli emigrati. La sua famiglia vive ancora in Lussemburgo e Dina, che lavora in un ristorante, nella speranza di mettere su un piccolo albergo, ha scelto di rimanere in Abruzzo.
Quando d'ottobre, si torna nei campi per la raccolta dei fiori delo zafferano, un'enorme distesa  di fiori viola attende all'alba le donne di Prata d'Ansedonia.
Alda, Maria Giordano e Maria Alberti ci aspettano a casa per la sfioritura. Per ottenere un solo chilogrammo di zafferano occorrono circa ventimila fiori, raccolti  prima che il sole li apra. Dai pistilli si ottiene la polvere della famosa spezia, e dopo un  lungo processo di essicazione  gli stimmi riposti in un braciere di legno di mandorlo, o di quercia, sono pronti per la tostatura e vengono conservati in un luogo fresco e asciutto fino a quando vengono imbustati. Con questo tipo di lavorazione si ottiene la D.O.P. Nel 1991, questa straordinaria pianta officinale, ottiene l'atomo d'oro, un prestigioso riconoscimento  che lo riporta ai vertici internazionali.